Topolino Anni 80 – Fumetti Disney

Topolino Anni '80

Cari amici di TiSuggerisco.com oggi desidero condividere con tutti voi una delle mie più grandi passioni che mi accompagna sin dall’infanzia!

Sono infatti un grande lettore e collezionista di Topolino, il fumetto Disney per antonomasia.

Leggo Topolino sin dalla fine degli anni ’80 e da allora non ho più smesso. Per non perdermi nemmeno un numero sono abbonato da circa una trentina di anni e non ho alcuna intenzione di smettere. Ecco perché posso vantare una collezione che, sebbene non completa, è molto ampia e variegata.

Perché Leggo Topolino?

La mia passione per questo incredibile fumetto fiorisce durante la mia infanzia. Ho sempre amato molto leggere, non solo fumetti ma anche libri, e Topolino offre un sacco di avventure divertenti, fantasiose e colorate.

Crescendo la passione non è scemata e anche oggi, che non sono più giovanissimo, attendo sempre con trepidazione l’arrivo del nuovo numero direttamente nella mia buchetta della posta.

Bisogna anche ammettere che la qualità dei fumetti Disney sia dal punto di vista della sceneggiatura che dal punto di vista dei disegni è sempre stata piuttosto buona. Va da sé che ci sono stati alti e bassi a seconda del periodo, ricordiamoci che Topolino è nelle nostre edicole da più di 70 anni e quindi ne è passata di acqua sotto i ponti.

Non manco nemmeno di ringraziare l’esercito di sceneggiatori e disegnatori italiani che sono noti per essere tra i più prolifici e qualitativi a livello mondiale. Alcuni di loro esibiscono una carriera pluridecennale, e per questo rappresentano un vero punto di riferimento nel panorama fumettistico italiano.

Senza di loro sarebbe ben difficile sfornare settimanalmente storie sempre nuove e capaci di tenere stretti i lettori affezionati come me.

Quali Topolini Ho Acquistato?

Topolino Anni '80 Copertine

Proprio pochi giorni fa sono incappato per caso in una bancarella di fumetti usati piuttosto ricca di materiale. C’era veramente di tutto. Io però mi sono soffermato sui fumetti Disney e in particolare mi hanno colpito svariati albi degli anni ’80 con una numerazione compresa tra 1300 e 1800.

Essendomi abbonato alla fine degli anni 80 possiedo tutti i numeri dal 1800 ad oggi. Non ho invece molti numeri antecedenti e quindi se li trovo finisco sempre per prenderne qualcuno.

In questo caso poi c’è stato anche un effetto nostalgia perché si tratta di fumetti che fanno parte dell’età della mia infanzia e avevo proprio voglia di leggere storie scritte in quel periodo.

Il prezzo era piuttosto onesto (compreso tra 0,50€ e 1€ per pezzo) e quindi dopo averne selezionati diversi in condizioni buone ho deciso di acquistare circa 30 albi ottenendo dal negoziante anche un piccolo sconto.

Quali Sono le Condizioni dei Topolini Anni ’80?

Si tratta certamente di albi non in condizioni cosiddette “da edicola” (ovvero non in perfetto stato) ma devo dire che non mancano pagine, non ci sono macchie di muffa evidenti, niente strappi e l’ingiallimento della carta è molto contenuto.

Purtroppo però ho trovato tantissima polvere. Così tanta che dopo aver spulciato la bancarella mi sono ritrovato con i polpastrelli completamente neri e un prurito al naso che mi ha provocato non pochi starnuti.

Questo però non mi ha spaventato perché so che con un po’ di pazienza è possibile pulirli e orgogliosamente includerli nella mia collezione.

Come Valutare l’Acquisto di un Topolino

Quando si acquistano fumetti usati per prima cosa bisogna vedere il rapporto qualità prezzo. Gli albi di Topolino degli anni ’80 non sono per niente costosi e si trovano facilmente. È un po’ più complicato trovarli in condizioni buone/discrete.

Quando si sta per acquistare un nuovo pezzo per la nostra collezione conviene controllare queste semplici cose:

  1. La copertina deve essere integra.
  2. Non devono mancare pagine.
  3. Non ci devono essere strappi o pieghe.
  4. Verificare che la costa (il bordo giallo) sia integro, senza crepe e senza sbeccature.
  5. Non ci devono essere segni di penna, pennarelli o timbri.

In secondo piano sarebbe anche bene che:

  1. Non ci siano macchie di muffa.
  2. Non ci siano segni di matita.
  3. Non ci siano adesivi.
  4. Le pagine siano ben incollate alla costa.

Quest’ultimi però sono parametri meno “stringenti” perché esiste qualche trucco per poterli risolvere o mitigare.

Tanto per fare un esempio un segno a matita si può cancellare con la gomma ma se una pagina manca del tutto purtroppo non ci si può far niente.

Se poi siete particolarmente interessati alle storie (e io ero molto interessato alle storie) allora potete anche chiudere un occhio su qualche piccolo difetto e sarete ben felici comunque.

Come Pulire i Topolini

Pulizia Topolino
A sinitra il Topolino prima della pulizia, a destra il Topolino pulito.

Voglio spendere qualche parola per darvi qualche dritta per pulire i vostri topolini più vecchi e impolverati. Faccio una doverosa premessa: si tratta di una manutenzione piuttosto semplice e dalle poche pretese. Per numeri vecchi e più preziosi è meglio rivolgersi a professionisti del restauro che conoscono tecniche sofisticate per ottenere risultati migliori e senza rischi.

Per prima cosa togli il grosso della polvere dalle pagine, usa un pennellino o un panno elettrostatico. Sii sempre molto delicato, non strofinare e non soffiare. Scordati di usare l’aspirapolvere e o l’aspirabriciole perché potresti strappare qualche pagina.

Per pulire e lucidare la copertina invece ti servono un panno di cotone e dell’acqua ossigenata. Usa l’acqua ossigenata con la concentrazione minore cioè quella al 3% conosciuta anche come “10 volumi”. Concentrazioni maggiori infatti possono arrecare danno alle pagine.

Inumidisci il panno di cotone con l’acqua ossigenata e passalo con leggerezza sulla copertina. L’acqua ossigenata evapora molto in fretta ma cerca comunque di non lasciare gocce per troppo tempo perché la carta potrebbe deteriorarsi o gonfiarsi.

Puoi ripetere lo stesso procedimento anche sul retro e sulla costa. Eventualmente puoi farlo anche sui bordi delle pagine ma in questo caso la passata deve essere davvero delicata.

Al termine di questo procedimento ti ritroverai con una copertina davvero più pulita e brillante mentre tutto lo sporco sarà finito sul panno di cotone.

Come Conservare i Topolini

Il primo consiglio per conservare i topolini è quello di riporli verticalmente e mai orizzontalmente uno sopra l’alto. In questo modo il rischio che le pagine si incollino tra loro cala sensibilmente.

Con questa metodologia la collezione risulta molto più ordinata e se desideri rileggere un particolare albo ti basta estrarlo dalla fila senza dover spostare gli altri volumi.

Scegli anche un posto asciutto e al riparo dalla polvere se non vuoi far crescere la muffa sulle pagine. Assolutamente da evitare garage e cantine umide e piene di insetti. Ricorda che certi animaletti come i pesciolini d’argento vanno ghiotti per la carta soprattutto se ben stagionata come quella dei topolini più vecchi.

L’ideale sono librerie e mensole non esposte al sole. Meglio ancora se li conservi al chiuso per evitare il continuo depositarsi della polvere.

Personalmente ho scelto di conservare i miei fumetti in una libreria a giorno dopo averli accuratamente imbustati. In questo modo i miei occhi godono sempre della vista della mia collezione ma contemporaneamente essa è protetta dagli agenti esterni.

Quali Buste Usare

Esistono tantissime buste per fumetti e si differenziano per materiale e dimensioni. Io consiglio quelle trasparenti in polipropilene con banda adesiva prodotte da W.R. buste. Se sei interessato le trovi anche su Amazon.

A mio parere sono resistenti e comode. Offrono una protezione da: raggi ultravioletti, acqua, umidità, polvere, insetti e dai residui acidi che si trovano nei colori stessi delle copertine.

Attenzione! Prima di acquistare delle buste controlla sempre che siano della dimensione giusta per i tuoi fumetti. Se la busta non ha le dimensioni adatte non sarai capace di riporvi i fumetti e saranno di fatto inservibili.

Se come me, vuoi acquistare le W.R. buste allora ti consiglio di seguire questo piccolo schema riassuntivo per non avere brutte sorprese:

TipologiaNumeriNote
DIABOLIC1 – 74
TOPOLINO 2A FASCIA75 – 604Non è adatto a tutti gli albi di questo intervallo perché lo spessore era molto variabile.
TOPOLINO CWD75 – 604Per quegli albi un po’ più spessi.
TOPOLINO 3° FASCIA605 – 1935Tranne per gli albi più spessi tra 800 e 900.
TOPOLINO NF/DVD800 – 900Per gli albi più spessi che si trovano in questo intervallo.
MANGA TP21936 in poiAd eccezione di alcuni albi speciali più grossi come il 2000 e il 3000.
MANGA TP32000, 3000

Le Storie di Topolino Anni ‘80

José Carioca

Come al solito ce n’è per tutti i gusti e si spazia abbastanza omogeneamente da topi a paperi. I personaggi principali come Topolino, Pippo, Paperino, Zio Paperone, Qui Quo Qua, Archimede, Nonna Papera, ecc… Insomma ci sono tutti.

Mi ha sorpreso rivedere però Josè Carioca e la sua banda di amici sud americani.

Per chi non lo conoscesse, José Carioca è un pappagallo antropomorfo brasiliano. José è un gran perdigiorno, pigro e con pochissima voglia di lavorare ma allo stesso tempo furbo e orgoglioso.

Certe sue storie sono davvero divertenti e comiche. Negli anni in Italia è andato via via scomparendo e ormai non si vedono più tavole con questo personaggio. Personalmente ho trovato molto interessante leggere alcune sue storie in questi topolini d’annata.

Qui, Quo, Qua e le vancanze… a bivi

Le Storie a Bivi

Tra le storie più simboliche di quegli anni sono degne di menzione le storie a bivi.

Le storie a bivi sono quelle storie in cui il lettore è messo di fronte a delle scelte in base alle quali ottenere un finale diverso.

Un esempio classico di bivio è Paperino bloccato nel traffico con la sua 313: il lettore può decidere se farlo attendere in coda oppure se fargli prendere una scorciatoia. Ciascuna opzione indica di continuare la lettura da una certa pagina.

La qualità di questa tipologia di storie, oggi rarissime, è un po’ altalenante ma devo dire che ne ho trovata una abbastanza divertente ed è stato piacevole leggerla.

Si tratta di “Qui, Quo, Qua e le vancanze… a bivi” disegnata dal grandissimo e prolifico Luciano Gatto.

Le Storie Più Famose

Veniamo ora ai pezzi forti cioé quelle storie che sono talmente belle che si fanno fatica a dimenticare.

Ne è certamente un esempio “Zio Paperone e il recupero del Paperic” scritta da Giorgio Pezzin e disegnata da Romano Scarpa, due mostri sacri del fumetto Disney italiano.

Storia bellissima, ben congegnata e ricca di colpi di scena che vede Zio Paperone e i suoi nipoti alle prese col recupero della controparte paperesca della famosa nave Titanic.

La narrazione è distribuita su due puntate e ti assicuro che letta la prima non vedrai l’ora di leggere la seconda.

Assolutamente da segnalare “Il matrimonio di Zio Paperone”.

Non solo perché si tratta di una storia ben fatta ma anche perché è una delle poche storie di paperi disegnata e sceneggiata dal maestro Massimo De Vita il quale ha dedicato la maggior parte del suo tempo ai topi; insomma una perla rara.

Da notare la presenza del tema del matrimonio, in questo caso tra Zio Paperone e l’eterna innamorata Brigitta, che nei fumetti Disney di solito è assente.

Disegnatori e Sceneggiatori

Mi è piaciuto molto anche rivedere un sacco di storie di grandi disegnatori come: Maurizio Amendola, Sergio Asteriti, Giovan Battista Carpi, Giorgio Cavazzano, Luciano Gatto, Guido Scala, Romano Scarpa e Giulio Chiercini.

E non voglio dimenticare grandi sceneggiatori come: Giorgio Pezzin, Rudy Salvagnini, Bruno Concina e Fabio Michelini.

Pacuvio

A proposito del succitato Luciano Gatto: ho trovato perfino “Topolino e l’incredibile bosco fiorito” in cui compare il coniglio squinternato di nome Pacuvio con tutta la sua comicità non sense. Da sbellicarsi dal ridere!

Insomma, dal punto di vista della produzione italiana la qualità c’è e si vede. Le storie sono coinvolgenti, godibili e disegnate bene.

Gli albi però non contengono 100% storie italiane. Una buona quantità sono di provenienza estera, ne ho viste molte provenienti dal Brasile.

È facile capirlo perché in un angolo della prima tavola di ogni storia è presente un codice che la identifica univocamente. Se comincia per I, la storia è italiana, se per B è Brasiliana e così via per altre nazioni.

Quelle straniere mi sono sembrate un po’ più deboli e meno curate ma anche tra queste ho trovato delle liete letture.

Di Cosa Parlano le Storie di Topolino Anni ’80?

Le storie di Topolino oggi come allora mostrano sempre una certa varietà. Si spazia dai gialli di Topolino alle gag comiche di Paperino, Paperoga e Pippo passando per avventure e esplorazioni che coinvolgono un po’ tutti i personaggi.

Le storie spiccano sempre per contenuti positivi: l’onestà, l’intraprendenza, la generosità e l’amicizia sono sempre presentati come qualità fondamentali. I cattivi di turno egoisti e disonesti restano sempre con un pugno di mosche o peggio ancora finiscono con l’essere acciuffati dalla polizia. Questo è il finale classico per i ben noti antagonisti come Gambadilegno e la Banda Bassotti.

Ma passiamo ad alcuni aspetti di queste storie anni ’80 che mi hanno incuriosito maggiormente. Si tratta di tematiche e argomenti che differiscono un po’ da quelli trattati negli albi più recenti. Analizziamoli insieme nel dettaglio.

Politically Correct

Paperino Esploratore

La Disney è un’azienda dell’intrattenimento che presta molta attenzione alla qualità dei contenuti che vende. Tanto per cominciare pubblica solo contenuti politically correct ed evita tutto ciò che può urtare la sensibilità dei bambini. Ricordiamo che Topolino, anche se letto da molti adulti, nasce come fumetto per bambini e ragazzi molto giovani quindi alcuni temi sconvenienti come ad esempio la morte ed il sesso non compaiono mai.

Ciononostante si può notare che, confrontando le storie di oggi con quelle di 30-40 anni fa, qualcosa è cambiato.

Per fare un esempio i personaggi Disney oggi non mangiano carne! Se ci fate caso, sebbene non esplicitamente menzionato, vi accorgerete che sono tutti vegetariani. Probabilmente per non urtare i sentimenti di vegani e vegetariani e forse anche per allontanare il più possibile il pensiero che un pollo per essere cucinano deve essere prima ammazzato.

Proprio poco tempo fa su un Topolino del 2020 ho visto una storia in cui Paperino accende un barbecue in giardino per grigliare… delle pannocchie!

Negli anni ’80 invece era normale che Topi e Paperi mangiassero di tutto. Anzi, ci sono pure svariate storie (era davvero piuttosto ricorrente) in cui i personaggi pescano e mangiano pesci. Oggi perfino la pesca è diventato un tabù sulle pagine del Topolino.

Non posso nemmeno trascurare il sigaro di Manetta, negli anni ’80 seppure senza emettere fumo, era ben presente tra le labbra del’ispettore pasticcione mentre oggi è definitivamente scomparso.

Passiamo poi alle pistole e a tutte le armi da fuoco. Oggi si vedono poco e al massimo nelle mani della polizia. In passato invece era molto più facile vederle impugnate dai nostri protagonisti e dai loro nemici.

Infine c’è anche qualche battuta che potrebbe far storcere il naso perché ironizza sul colore della pelle delle persone. In una storia Paperino riferendosi a un turista orientale dice “Il giallo Sakura diventerà bianco dalla paura”. Francamente non la trovo offensiva ma sicuramente nei topolini moderni non c’è più spazio per ironia di questo tipo.

La tecnologia

Altra grandissima differenza è la tecnologia che pervade le storie. Chiaramente essendo ambientate nel mondo degli anni ’80 non è possibile vedere tantissimi gadget tecnologici come cellulari, tablet, navigatori satellitari, monopattini elettrici, ecc.

I computer iniziano a fare la loro timida comparsa ma sono ancora visti come strumenti rari e fantascientifici. Internet è un grande assente e con esso tutti i siti enciclopedici e i social network.

Perciò se Paperina vuole parlare con Paperino deve alzare la cornetta del telefono di casa e se Qui Quo Qua hanno bisogno di qualche informazione devono aprire il Manuale delle Giovani Marmotte che è indiscutibilmente cartaceo.

La TV invece, rigorosamente a tubo catodico, la fa da padrone! È facile vedere i personaggi intenti a guardare film, telenovele e notiziari. Assolutamente normale visto che la TV negli anni ’80 era il medium per antonomasia.

Amelia sull'Aspirapolvere

Ho letto una spassosa storia di Massimo De Vita (di nuovo alle prese con i paperi) in cui la strega Amelia invece di cavalcare una scopa, vola sopra un’aspirapolvere. L’idea era quindi quella di modernizzare con ironia la celebre fattucchiera partenopea sempre a caccia della Numero Uno di Zio Paperone.

Devo dire che oggi sarebbe meno divertente vedere Amelia che vola sopra un Roomba!

Noto con piacere che il tema dell’ecologia e della lotta all’inquinamento era già presente. Ad esempio nella storia “Zio Paperone e la moda usa e getta“, egli viene punito con una multa per aver disboscato una foresta.

Ritengo che questo sia un valore molto importante per le nuove e vecchie generazioni.

Le Rubriche e la Pubblicità

Le Ricette di Nonna Papera

Per completezza voglio anche parlare delle rubriche che si alternano tra le varie storie a fumetti. Negli anni moltissime rubriche si sono avvicendate sulle pagine del Topolino. Effettivamente alcuni temi sono più o meno sempre stati presenti. Mi riferisco in particolare a: la posta dei lettori, gli sport, l’attività all’aria aperta, l’ecologia, i viaggi e ad alcune interviste a personaggi di spicco tra i giovani.

Noto invece che alcune rubriche più popolari negli anni ’80 come l’oroscopo, le ricette per preparare dolci e la guida TV sono completamente scomparse. Penso si tratti di una naturale evoluzione degli usi e costumi del nostro mondo in cui viviamo.

E poi c’è la pubblicità… Ma perché parlare della pubblicità? È una cosa noiosa che serve solo a far spendere soldi alla gente!

Pubblicità

Beh se sei nato come me negli anni ’80, prova a guardare le pubblicità dei giocattoli della tua infanzia. Ti assicuro che passerai un sacco di tempo a sfogliare quelle pagine per ritrovare i tuoi giochi preferiti e, purtroppo, pure quelli che hai sempre desiderato e che non hai mai avuto.

Inutile dire che si tratta di giocattoli assolutamente agli antipodi rispetto a quelli moderni. Principalmente action figure, bambole, macchinine, pupazzi e qualche raro gioco elettronico.

Pokemon e videogiochi vari sono ben lontani dall’arrivare. Forse l’unico giocattolo reclamizzato che è riuscito a sopravvivere sino ad oggi sono i sempreverde Lego.

Ricordo come se fosse ieri che alcune lettere per Babbo Natale le ho scritte proprio usando Topolino come fonte di ispirazione.

Conclusioni

Bene, siamo arrivati in fondo a questa avventura negli anni ’80 secondo Disney e per concludere posso dire che mi sono divertito parecchio in tutte le fasi. Da quando ho cominciato a spulciare i fumetti sulla bancarella, passando per la pulizia e soprattutto la lettura delle storie.

Storie che come ho già detto sopra sono di buona qualità sia dal punto di vista della sceneggiatura che dal punto di vista del disegno. Molto belli e divertenti sia i topi che i paperi.

Se anche tu sei un collezionista come me, sai bene di cosa parlo e certamente ci sarai passato anche tu. Se invece sei un po’ nuovo nel mondo di Topolino allora ti consiglio di provare. È molto facile acquistare per pochi soldi fumetti dei decenni scorsi e provare il piacere e lo stupore di confrontarsi con un mondo che non è troppo lontano ma che è cambiato molto.

Ora questi albi di Topolino possono finalmente entrare a far parte della mia collezione rigorosamente in ordine numerico!

2 commenti su “Topolino Anni 80 – Fumetti Disney”

  1. Buonasera, vorrei chiederti da quale storia è tratta la vignetta in cui Paperino dice di aver preparato una tigre robot..
    Ricordo che mi è rimasta impressa quando l’ho letta, una vita fa, e vorrei tanto ritrovarla…
    Grazie mille!

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