Storia e Origini delle Candele – Dai Romani All’Era Moderna

Storia della Candela

Benvenuto, oggi voglio ripercorrere la storia delle candele fin dalle loro lontane origini!

Le candele sono nate secoli addietro ed erano utilizzate come fonte di illuminazione. Erano molto utili durante la notte e nei luoghi bui.

Pur essendo un oggetto semplice, i materiali che compongono le candela sono stati oggetto di una costante evoluzione spinta in particolare dalla reperibilità e dal costo dei materiali stessi.

Le Prime Candele

Le prime candele compaiono intorno al 500 a.C. nell’Italia romana. Sono usate sia come fonte di illuminazione che come offerta e dono verso gli dei (in particolare durante i Saturnalia).

All’epoca lo stoppino era un cordone di canapa e veniva immerso nella pece o in un composto ceroso denominato sego prodotto a partire dal grasso animale di bovini, equini e ovini.

Pochi secoli più tardi, intorno al 200 a.C. si trovano tracce di candele anche in Cina sotto la dinastia Qin. In questo caso la base delle candele è il grasso di balena. Qualche secolo dopo, durante la dinastia Han, il grasso di balena viene sostituito con la cera d’api.

Analogamente in India e in Tibet compaiono altre candele usando rispettivamente cera di cinnamono bollito e burro di Yak.

Le Candele nel Medioevo

Luce delle Candele

Le candele fino a questo momento hanno risentito della concorrenza delle lampade a olio. Quest’ultime basano il proprio funzionamento sulla combustione di un qualche olio. Per questo scopo uno degli oli più usati era quello di oliva.

Dopo la caduta dell’impero romano si sono verificate ricadute negative sul commercio dell’olio di oliva mandando in crisi l’uso delle lampade. Perciò le candele sono ritornate in auge come principale strumento di illuminazione.

Il componente di base delle candele in questo periodo è il grasso animale ed in particolare il già citato sego. L’odore di queste candele è però sgradevole e perciò tra i nobili, gli unici che se le possono permettere, si diffondono le più costose candele a base di cera d’api.

Le Candele nell’Era Moderna

L’industria baleniera dà un contributo notevole alla produzione di candele. Lo spermaceti, un olio presente nella capo dei capodogli, infatti è un ottimo sostituto del sego per una serie di motivi: maggiore disponibilità, nessun odore sgradevole durante la combustione e le candele così prodotte risplendevano di una luce più forte.

Nel 1800 però si trova un materiale ancora migliore: l’olio di colza. Le candele così prodotte sono economiche, non producono fumo e hanno fiamme ancora più chiare.

Infine con l’avvento dell’industria petrolifera si arriva alla paraffina, un distillato del petrolio che è ancora oggi la principale base delle candele. I vantaggi della paraffina sono enormi: basso prezzo, nessun residuo e nessun cattivo odore.

La qualità delle candele è nettamente superiore a quella raggiunta nei secoli passati.

Fine dell’Era delle Candele

Candele Arredo

Con l’affermarsi di nuove tecniche di illuminazione come le lampade a cherosene e la lampadina, le candele vanno incontro ad un rapidissimo declino ma non scompaiono del tutto.

Le candele oggi non sono più usate come strumento di illuminazione ma vengono acquistate con finalità estetiche o, nel caso di candele profumante, per diffondere delicate fragranze nell’aria.

Questa seconda vita delle candele ha fatto sì che il prodotto continuasse a evolvere. Oggi oltre alla paraffina si fa uso anche di sostanze di origine vegetale e si aggiungono spesso composti chimici o naturali per spargere nell’aria profumi invitanti.

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